altro fra pagine, notturni e porte
Le opere di Patrizia Cigoli appaiono come immobili composizioni modellate in una immateriale realtà astratta, attraversata da una moltitudine di sfumature dei colori del cielo. Sono immagini ricercatissime, fotografie di un calibrato equilibrio cromatico e formale.
Uno stormo di tracce sottili ci invita ad avvicinarci ai dipinti: queste linee leggere si confondono subito ai graffi dolci e cattivi che Patrizia utilizza come disegno
Attraverso i segni (i disegni), si sviluppano contemporaneamente gli spazi del colore, si rendono visibili gli arancioni pagani ed i rossi porpora cardinalizi; indiscutibili gialli s'addensano su candidi bianchi, ammorbiditi da incontrastabili neri.
Più che spazi sono momenti, autonomi che danno vita a lunghi corridoi pieni di porte che s'aprono e chiudono raccontando il silenzio vissuto in ciechi riverberi di luce.
Gli esili graffi intanto, voluti da Patrizia per sorreggere l'intera struttura formale dei quadri, come impazzendo si mettono a giocare tra loro e con noi, si rincorrono e si scontrano adagiandosi sulla tela, nei luoghi che saranno loro per sempre .
Gian Maria Garavaglia ( 2002 )
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